Parco didattico scientifico di Montedoro

parco didattico scientifico montedoroNel cuore della Sicilia, in un paese che cerca di mantenere vivo il contatto con le proprie radici e di rispettare la cultura della propria tradizione, storia passata ed evidenze contemporanee convivono in inusitati accostamenti crean­do inaspettate suggestioni. Una collezione di opere pittoriche, fotogra­fiche e scultoree è esposta all'interno dei locali del Municipio ad ulteriore testimo­nianza dell'attività di mecenatismo portata avanti negli anni dall'amministrazione comunale.

Osservatorio astronomico e Planetario

osservatorio astronomico montedoroSia quando c'è bel tempo, sia quando il tempo è brutto e le nuvole coprono il cielo, sia di giorno che di notte, a Monte­doro, nel cuore della Sicilia, si possono osservare, il sole, i pianeti che gli girano attorno, le stelle.

Ciò è possibile a Montedoro si trovano, situati l'uno accanto all'altro, in cima al Monte Ottavio (600 metri di altezza), dentro un paesaggio unico per la sua bellezza, l'osservatorio astronomico ed il planetario.

L'osservatorio di Montedoro ha un telescopio riflettore di 600 mm ed è dotato di una grande sala didattica con 100 posti a sedere e uno schermo ove, ingrandite, si possono osservare in contemporanea le immagini messe a fuoco dal telescopio.

Il planetario ha una cupola metallica di 7 metriplanetario montedoro di diame­tro e 5 di altezza, nella quale, standosene comodamente seduti su poltrone reclinabili (i posti a sedere sono 50), grazie ad un proiettore di nuovissima generazione, si possono ammirare fenomeni stupefacenti, come i movimenti della Terra e dei pianeti attorno al Sole, la nascita e la morte delle stelle, le nebulose, le galassie e le costellazioni. Il planetario permette di raccontare la vita dell'universo e dei suoi misteri, assieme ai miti e alle leggende che la storia, la poesia, le arti ci hanno tramandato, con immagini fantasmagoriche e precisione scientifica. L'osservatorio e il planetario offrono, insomma, la possibili­tà di un viaggio unico, che appassiona piccoli e grandi, e non si dimentica. L'osservatorio e il planetario si trovano all'interno di un parco urbano alberato, esteso più di 10 ettari, curatissimo, ricco di cammina­menti interni e di percorsi naturalistici e archeologici (grotte, tombe preistoriche, ecc.), di spazi per i pic-nic attrezzati di tavoli e sedie e di giochi gratuitamente fruibili dai visitatori.

Case Museo

case museo montedoroLa casa tipica del contadino, e del mina­tore meno abbiente, era composta da un unico vano e chiamata "dammuso". Tutte le funzioni essenziali alla vita dell'epoca erano inglobate in questo unico ambiente che fungeva da abitazione, ricovero per animali, deposito per la paglia e attrezzi agricoli. In genere la parte anteriore del locale costitui­va il soggiorno, mentre nella parte posterio­re due piccoli ambienti, isolati solitamente da una tenda fungevano da alcova, per il letto dei coniugi con la culla per il neonato (amaca), e da stalla. Nel 1800 II migliora­mento delle condizioni economiche della popolazione di Montedoro ed i fenomeni di immigrazione dai comuni vicini, dovuti alle nuove opportunità di lavoro offerte dalle risorse minerarie, generarono nel paese un nuovo bisogno di abitazioni. Il dammuso fu quindi spesso soggetta ad ampliamenti che diedero luogo alla diffusione della tipologia del "dammuso con cammara". Nel nucleo più antico del paese ancora oggi è possibile visitare alcune di queste abita­zioni restaurate nel rispetto delle tecniche di costruzione originali, e allestite con collezioni di oggetti e utensili che rivestono un'importante testimonianza etnoantropo-logica della civiltà contadina. L'allestimen­to comprende inoltre dei diorami, realizzati dall'artista Roberto Vanadia che illustrano scene di vita quotidiana dell'epoca.

Museo della Zolfara

Nella Sicilia centro meridimuseo zolfara montedoroonale, all'inizio del XIX secolo, nacque una nuova impren­ditoria e in ogni contrada, laddove ce n'era­no gli indizi, si aprì una solfara. Iniziò uno sfruttamento intensivo del sottosuolo e di coloro che vi lavorano. Le fasi della coltiva­zione dello zolfo si svolgevano in un sotto­suolo angusto, soffocante, alla fioca luce di una lampada all'acetilene, i picconieri con martelli, picconi ed esmuseo zolfara montedoroplosivo abbattevano la roccia ricca di minerale che era traspor­tata dalle spalle dei carusi fino a raggiunge­re i forni di fusione dove il minerale veniva separato dalla terra a cui era legato. Il più antico documento che testimonia l'attività estrattiva a Montedoro è datato 2 marzo 1818. Nel corso di un decennio il paese si trovò circondato da un'infinità di piccole miniere e gallerie che passavano il paese da una parte all'altra, causando spesso crolli e modificandone l'aspetto. La miniera, qui come altrove, ha portato signi­ficativi mutamenti nella vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Il Museo della zolfara racchiude una mostra permanente dal titolo "Zolfare e zolfatari di Montedoro, civica raccolta di testimonianze etnostoriche". Nato con l'intento di valo­rizzare e proteggere il patrimonio storico-mineralogico del paese raccoglie fotografie, ricostruzioni, minerali e utensili legati all'attività estrattiva. Il museo si situa all'ingresso del Parco Urbano di Montedoro, sul monte Ottavio, in prossimità della miniera più longeva del paese, la "Nadurello", appartenuta alla famiglia Caico, una delle più influenti del paese, nell'epoca dell'attività estrattiva siciliana. Ancora oggi, in questo sito, si trova un'antica fornace un tempo addetta alla lavorazione del materiale estratto.

All'interno del centro abitato di Montedoro è presente un parco sculture a cielo aperto che comprende vari pezzi dislocati tra le vie, le piazzette, i giardini del paese, risultato dell'attività dei simposi a cui hanno partecipato artisti di livello nazionale e internazionale. I simposi, tenutisi tra il 1994 e il 2000, proponevano agli artisti partecipanti di raffigurare il proprio rapporto con la Sicilia: ciò ha dato esiti molto differenti, dato che molteplici erano gli apporti culturali che i gruppi di artisti hanno proposto. La scul­tura non è l'unico ambito in cui Montedoro cerca di instaurare un rapporto con l'arte contemporanea. Tra le architetture del paese, che rispon­dono alla necessità di creare infrastrutture culturali rivolte sia alla comunità locale, sia a un pubblico più ampio, si possono annoverare inoltre il cineteatro e il Centro Sociale.